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Legno e oro, diamanti e bronzo quei gioielli di ricchezza e povertà

Repubblica — 28 dicembre 2006   pagina 22   sezione: ROMA

La compiutezza dell' imperfezione, la trasformazione e il gioco. Sono gli elementi ricorrenti nei gioielli di Simone Vera Bath, lavorati con il legno, sdrammatizzati proprio perchè con il legno si combina l' oro oppure i diamanti con il bronzo. Materiali poveri insieme a materiali preziosi, in un continuo ridefinirsi di equilibri e abbinamenti. «Sono nata a Berlino - racconta la Bath - e crescere in una città divisa, rotta in due, così fortemente caratterizzata dal desiderio di ricomporre le fratture della storia ha certamente influenzato il mio modo di creare». Il risultato è che i suoi lavori artigianali sembrano già vissuti anche se appena nati; nell' intento non c' è il minimalismo esaltato dalle forme perfette, ma la consapevolezza che le cose imperfette sono le più compiute; irregolari, uniche, mai le stesse, mai seriali. Ogni gioiello viene realizzato in una linea limitata. Se non in pezzi unici. Dietro ogni lavoro c' è un un' idea, una parola, qualcosa da dire a chi lo porta e a chi lo guarda. Un esempio su tutti il "fedone", gioiello che preferibilmente "ci" si regala e non "si" regala, una sorta di patto con se stessi, un tenere fede ad un modo di essere, ad un cambiamento in corso, a qualcosa che si è scelto e che ci si vuole ricordare. Una fede per le nozze con se stessi prima che con chiunque altro. Altra caratteristica della raccolta di oggetti d' autore è l' anello "a combinazione", che va indossato sovrapposto, a due, a tre nel medesimo dito. In questi casi ciascun anello porta un pezzo di un disegno che si completa solo quando è abbinato agli altri. «Mi è capitato spesso che queste composizioni vengano acquistate da una persona che dona le altre due parti a persone che ha scelto, come segno di appartenenza e di condivisione» aggiunge Simone Vera Bath. Altra caratteristica è quella dei gioielli che si modificano, si trasformano come "l' onda" o "il pesce". O quelli con cui si può giocare con le dita o che emettono suoni, rumori come con il "mouvement". Ed importante anche l' ergonomia per chi lo indossa, per questo con alcuni modelli è nata una curva concava che permette un agio maggiore nell' indossarne anche due o tre insieme, come accade per il "tribal". Simone Vera Bath ha studiato a Berlino storia dell' arte e scultura nella «Freie Universitaet» prima di approdare a Roma. E prima ancora ha esposto gioielli a Cap d' Antibes, Londra, e altre città europee. L' eclettismo che la contraddistingue la avvicina anche al mondo del cinema. I suoi lavori sono stati pubblicati su magazine internazionali come «Vogue gioielli». Ha esposto negli Usa da Aaron Faber di New York. E nella galleria «Bernini & Borromini», a Roma ha realizzato la mostra «Geburt-Nascita». Il suo atelier è in viale delle Milizie 11 a, quinto piano (cell 3477516004). - AMBRA SOMASCHINI